Il numero di novembre-dicembre 2023 di Potenza Divina d’Amore accompagna i lettori nel tempo d’Avvento con riflessioni spirituali, testi di meditazione e preghiera, offrendo una preparazione interiore al Natale del Signore.
Il mio amore è afflitto (2ª parte di “Rileggendo Potenza Divina d’Amore”)
Mario Busca prosegue la meditazione sulle parole di Gesù a Madre Carolina Venturella, soffermandosi sul dolore d’amore del Cristo e sulla sua infinita compassione per l’umanità. L’articolo invita a riconoscere l’urgenza di un ritorno al cuore di Dio attraverso la riparazione e la preghiera, riscoprendo il ruolo centrale dello Spirito Santo nella vita cristiana.
Svegliamoci, il Signore è qui!
Una riflessione che richiama alla vigilanza e alla prontezza spirituale: l’incontro con il Signore, che viene ogni giorno nella nostra vita, chiede un cuore desto e umile. L’invito è a vivere l’Avvento come tempo di risveglio interiore e di attesa fiduciosa del Verbo incarnato.
Marànathà – Vieni, Signore Gesù!
Il numero dedica ampio spazio alla preghiera dell’attesa cristiana. “Marànathà” diventa il grido della Chiesa che, in ogni epoca, invoca la venuta dello Spirito e del Cristo Salvatore. Le pagine propongono testi di meditazione per accompagnare il cammino verso il Natale.
È stata concepita la nuova Eva!
Un testo di contemplazione mariana che celebra l’Immacolata Concezione di Maria, “nuova Eva” chiamata a generare il Redentore del mondo. L’articolo invita a riconoscere nella Vergine l’opera dello Spirito Santo e la sorgente della grazia che rinnova il cuore dell’uomo.
Pubblicazione del nuovo volumetto “L’idea riparatrice”
È annunciata la stampa del quinto volume della collana Lo Spirito Santo nella storia della Salvezza, dedicato a L’idea riparatrice di padre Rodolphe Plus, gesuita e cappellano militare durante la Prima Guerra Mondiale. Il libretto, disponibile presso il Centro di Irradiazione di Palestrina, approfondisce la spiritualità della riparazione e del sacrificio cristiano.
Un augurio di Santo Natale
Conclude il numero un testo di sant’Agostino che invita a contemplare la grandezza del mistero dell’Incarnazione: “Tu che eri uomo hai voluto diventare Dio e così sei morto; Lui che era Dio volle diventare uomo per ritrovare colui che era morto”. L’augurio natalizio dell’Opera è di accogliere, con stupore e umiltà, l’amore di Dio che si fa carne.






