Come avevamo auspicato nel precedente articolo, il Comune di Palestrina, coerentemente con quanto ci aveva anticipato, ha provveduto al rilascio del nuovo Permesso di Costruire, esattamente in data 13 aprile. Una data che ci è sembrata particolarmente propizia, coincidendo con il compleanno del nostro Padre Basito, quasi ad indicare una reciprocità di impegni, una comunione di intenti, un unico progetto per la parte spirituale e per quella materiale, una sorta di indivisibile accoppiamento di anima e di corpo, certo ancora embrionale e da sviluppare ma anche concreto.
Per l’inizio dei lavori occorrerà aspettare ancora un po’ di tempo, dovendo completare la progettazione esecutiva delle strutture in calcestruzzo armato e le progettazioni preventive degli impianti e dei sistemi antincendio. Progettazioni esecutive per le quali dovevamo necessariamente acquisire preventivamente il titolo edilizio, la certezza della fattibilità della nuova soluzione architettonica proposta e che oggi possono essere correttamente avviate.
Anche questo lasso di tempo, che presumibilmente si estenderà fino al mese di ottobre, dovrà essere provvidenziale per provvedere alla raccolta delle somme necessarie almeno per eseguire la prima fase delle opere, ovvero quella che viene chiamata l’opera a rustico, ovvero l’intera parte strutturale comprensiva di tutte le murature perimetrali. Credo che sia questo il momento più importante del nostro impegno, perché ci consentirà di vedere concretizzati in murature e spazi occupabili tutti i nostri sforzi e tutte le lunghe attese.
Se in questi anni abbiamo compreso veramente la necessità di questo omaggio, di un nuovo ed ardente culto all’Eterno Divino Spirito, quale «unica speranza per il presente e per il futuro», ogni sforzo ci sarà lieve perché fondato sulla certezza che in «Egli solo in quest’ora grave può salvare l’umanità».
Voglio concludere questo aggiornamento sul Tempio sollecitando la vostra generosità con una considerazione di Padre Raniero Cantalamessa, oggi cardinale, riportata nel suo bel volume Il Canto dello Spirito che, dal lato spirituale al quale fa riferimento l’autore, possiamo estendere anche, nei limiti della convenienza e dei doveri ai quali ognuno deve rispondere, anche agli aspetti materiali:
«Tutto ciò che non è donato è perduto, perché essendo noi destinati a morire, morirà con noi tutto quello che abbiamo conservato fino all’ultimo, mentre ciò che si dona è sottratto alla corruzione e, per così dire, spedito avanti, nell’eternità».
Mario Busca








