L’intero Percorso DaSS si estende in tre moduli di un anno ciascuno.
Il primo anno si è svolto da gennaio 2026 a giugno 2026 ed è culminato con la consacrazione al Sacro Cuore di Gesù secondo il carisma dell’Opera dello Spirito Santo
Condivisione
Nell’ultimo incontro sono state posizionate nella sala diverse carte che riproducono vari sentimenti; è stato proposto di condividere l’esperienza vissuta in questo Percorso prendendo spunto dalla scelta di un sentimento.
Carla

Ho scelto la carta dei sentimenti: mi sento in Attesa. Quando sono entrata, a parte che stava lì come prima cosa, però l’ho sentita subito mia. Poi ho visto le altre. C’è una componente un po’ di tutto, però questa è quella che mi rispecchiava di più, forse anche un po’ quella che ha preso Ugo, perché forse è collegato a questo. Perché in attesa?
Quando ho iniziato questo percorso non ero neanche tanto convinta, così un po’ per curiosità, però ero spinta da qualcosa che non sapevo nemmeno io, scoprire qualcosa in più e forse rafforzarmi nella mia fede, perché a volte non è che vacilla., insomma, la mia fede è sempre stata molto solida, ma su questo vacillo un po’, sul -come vi posso dire- sull’affidarmi. Ecco. E quindi l’attesa per me significa: attendo ancora questo momento, è un momento in cui sono completamente sicura di potermi affidare allo Spirito. Io lo invoco e sono sicura, io lo so che lui c’è e che mi guida. Però non so se è forse la mia indole, non riesco mai poi completamente a lasciarmi andare, a farmi guidare, come se io dovessi sempre controllare ogni passo. Devo capire che invece dove non arrivo io, io lo imploro, devo essere sicura che lui c’è. In questo senso un po’ mi sento rafforzata, ecco, la cosa che poi ha preso Ugo, è stato che dall’inizio del percorso adesso mi sento rafforzata, c’è questa fiducia, ma ancora non ho completamente. E quindi ecco l’attesa era quella, come se dovessi attendere me stessa. Ecco un po’ sono io che devo fare questo passo, non lo devo attendere da nessuno, sono io che lo devo fare. Ecco in sintesi un po’ questo
Ugo

Loredana

Allora io mi sento fragile, 10.000 dubbi, sono all’altezza? Sarò capace? Ce la farò? questo impegno? Quindi un mix di insicurezze, diciamo, fermo restando l’impegno che uno cerca di metterci. Quando dicevi il numero delle volte che saremmo dovuti venire, temevo di non riuscire e invece alla fine ho sempre potuto partecipare. Però comunque quella insicurezza, quella fragilità rimane insomma, ecco, non essere all’altezza. La paura di non poter tenere l’impegno, di non avere fede abbastanza. Tante insicurezze. Però anche tanta voglia.
Nadia

Io quando mi sono iscritta a questo percorso dissi che mi muoveva la curiosità, ma anche la voglia di arricchire quella che è la mia conoscenza spirituale; un po’ ritrovare anche me stessa in questo percorso. Devo dire la verità le risposte alle mie aspettative sono state ottime, è stato un percorso bellissimo Infatti io ho scelto come Ugo, e penso altri, che mi sento rinforzata; rinforzata ma, come ha detto giustamente Ugo, non arrivata perché io penso che non si arrivi mai a meno che non si abbia un elevato livello di santità, ma forse neanche i santi hanno mai detto di essere arrivati, pur avendo avuto magari un contatto diretto col divino. Questo percorso quindi mi ha arricchita, mi ha fatto conoscere il Sacro Cuore, allacciarmi, riallacciarmi anche a tutti voi e sentire altre idee che poi le ho fatte mie. E questa cosa mi ha rinforzata e mi ha dato tranquillità. Quindi io ne ho scelte tre questa sera: tranquilla, carica di energia e rinforzata. Tranquilla perché so che non si è mai soli in questa vita, anche nei momenti più duri e più difficili. Non si è mai soli quando ci sentiamo sconfitti dalle nostre paure, da ciò che viviamo quotidianamente. E questa conoscenza che adesso ho, che cioè non si è mai soli, che attraverso la preghiera… ma io credo che anche se non preghi nel momento della difficoltà comunque la mano viene sempre tesa dal Signore. Quindi questa prospettiva, questa sicurezza, mi fanno sentire anche piena di energia e spero poi di poter continuare anche nel prossimo percorso, quello successivo
Antonella

Io ho scelto riconoscente proprio perché sono riconoscente per aver avuto l’opportunità di fare questi incontri che sicuramente mi hanno arricchito su tante cose. e poi ho scelto ottimista perché penso che possa portare buoni frutti tutto quello che ho imparato che ancora deve sedimentare diciamo ulteriormente e quindi spero che porti buoni frutti nella preghiera, nella fede e anche nella vita. Però ho una sorta di insicurezza pure io, cioè di non riuscire mai a fare abbastanza, ad essere abbastanza e quindi di voler essere sempre meglio di come si pensa, quando invece uno fa tutto quello che può.
Linda

Mi sento viva. Quando è iniziato il percorso ero preoccupata e invece facendolo… Bene o male frequentando già da tanto tempo il Centro di Irradiazione dello Spirito Santo, le cose, tra virgolette, sono sempre le stesse, ma poi il Signore veramente ti portava a viverle, quando le vedi nella testa è un discorso, poi quando le vivi è un altro e quindi tra paure e insicurezze, finalmente mi sento viva. Poi non lo so, vediamo il Signore cose farà, mi affido a lui.
Claudia

Io ne avevo trovati due, uno era mi sento toccato, però poi non l’ho più ritrovato e l’altro è mi sento in armonia.
Mi ricordo che al primo incontro che facemmo presi mi sento sotto sopra. Diciamo che fondamentalmente il percorso che fino ad oggi ho fatto, comunque mi ha rafforzato tantissimo e ho conosciuto ancora più da vicino lo Spirito Santo perché insomma, come ho sempre detto sì, ne avevo sempre sentito parlare, ma in realtà non ne avevo una conoscenza così profonda e questo mi ha permesso comunque di imparare anche ad aprire il mio cuore. Oggi sono stata colpita anche dall’omelia di questa stamattina, del fatto di diventare operai e quindi di essere apostoli e divulgare la nostra conoscenza, così sono andata sul sito dell’Opera operadellospiritosanto.org e ho ascoltato i canti di suor Alma cantati da Paola e ho condiviso il canto intitolato “Cuore divino” non lo avevo mai sentito, quindi su WhatsApp ho fatto un giro e in quel momento mi sono sentita proprio di essere Apostola della devozione allo Spirito Santo. Un’altra cosa che ho imparato a fare è la meditazione serale, cosa che non facevo, e adesso questa meditazione serale mi sta aiutando veramente ad affrontare la sofferenza e mi sento molto grata.
Paola

Io ho preso mi sento insicura Anche perché non avevo bene in mente un’emozione, e mi sento annebbiata, ho scelto queste due, perché diciamo l’esperienza che ho fatto in precedenza a questo percorso, pensavo in un modo, invece è stato diverso, più maturo, più consapevole, ecco questo, però la difficoltà comunque, la difficoltà veramente a lasciarsi ad abbandonarsi… ad avere veramente quella sensazione che lo Spirito mi parla… però permane l’insicurezza che non è così. Tuttavia il percorso mi ha fatto comprendere quanto invece è importante accostarsi, ecco, chiedere, chiedere, chiedere veramente allo Spirito la forza in quel momento, la preghiera, il fatto comunque di chiedergli ogni cosa e questo non lo facevo.
Suor Laura

Io ho scelto autentico perché lo scopo di questo percorso come abbiamo detto all’inizio è capire e comprendere qual è la nostra missione nella quotidianità, nelle piccole cose il Signore fa tanto. Le parole che Gesù ha rivolto alla povera anima, a Madre Carolina, sì, le ha dette a lei, ma sono rivolte anche a noi e quindi vuole portarci un po’ a ad una crescita, ad una maturazione spirituale, ad essere autentici; un po’ ecco, far cadere le maschere che abbiamo. Nella carta del sentimento che ho scelto, mi sento autentico, c’è disegnato un diamante che richiama l’importanza di lasciarsi lavorare, sgrezzare dallo Spirito Santo. Il diamante infatti non lo troviamo già così, bisogna tagliarlo, lavorarlo perché possa rifrangere la luce, diventare cristallino eccetera quindi ecco, ho scelto mi sento autentica, però bisogna ancora fare questo lavoro, far sì che lo Spirito Santo possa lavorare dentro di noi, la cosa più importante è essere docili alla sua azione e di fatto non sempre lo siamo. Lo Spirito Santo ci rivela la sua Parola.
Stefano

Stefano. Prima di dire le mie impressioni volevo fare un piccolo accenno a questo modo di relazionarci di parlare tra di noi attraverso il cosiddetto giro di tavola, che ho sempre detto che è fantastico, è bello perché tira fuori da ognuno di noi, anche se una piccolissima frase, anche non volendolo fare, perché non tutti sono allo stesso livello di parlare in pubblico o cose di questo genere. però qualcosa lo diciamo tutti e questo è fantastico, è bellissimo sentire, quindi vi ringrazio anche della condivisione. E per quanto riguarda queste carte dei sentimenti, io ne ho preso soprattutto uno, in realtà ne ho presi due, il primo è mi sento sovraccarico. L’immagine è un albero pieno di frutta e che è sovraccarico. Io probabilmente mi sono visto, diciamo, assimilato a questa immagine perché sto facendo questo percorso in un momento della mia vita personale dove effettivamente le cose che sto facendo, che ho messo diciamo sulla brace sono state un po’ tante. Parlo solo di quelle che sono relative qui al Centro dello Spirito Santo, non personali o altre cose. Cioè da un po’ di tempo stiamo accelerando in una maniera incredibile, sembra che abbiamo una Ferrari, e stiamo andando a cinquecento all’ora e io ne comincio a sentire veramente diciamo il peso, la preoccupazione. forse a volte stiamo lavorando troppo poi detto da me che non posso neanche camminare, correre diventa veramente assurdo; però effettivamente è quello che oggi sento di più perché questo sovraccarico mi fa essere anche un po’ diciamo preoccupato per quanto riguarda la mia situazione nel cammino all’interno del Centro. E proprio ieri dicevo a un amico qui presente che insomma domenica scorsa all’altro incontro quando ci siamo salutati, fra Basito ha comunicato che avremmo fatto oggi una consacrazione al Sacro Cuore di Gesù io sono andato via diciamo impaurito, non preoccupato, impaurito, perché mi sembrava che dovessimo fare una scelta del tipo entrare nel terz’ordine carmelitano o francescano. E io ho detto, non vorrei andare là e magari non sono convinto di fare questo passo. Mi sono andato a leggere, quindi a informare su quello che potesse significare appunto la consacrazione al sacro Cuore di Gesù e ne sono uscito molto tranquillizzato perché sinceramente è un impegno personale che prendiamo nei confronti, diciamo, della società, della vita, di come affrontiamo la vita, accettando di avere Gesù sempre davanti e a fianco. di stare con lui, di metterlo sempre in evidenza e mi sono anche risposto che tutto sommato non è tanto differente da quello che stavo facendo fino a ieri o fino a un minuto prima e quindi mi sono tranquillizzato su questa cosa. La seconda carte dei sentimenti che ho scelto è: mi sento ottimista e insomma mi sembra che parli da solo. Sono ottimista per il futuro anche se confermo che comunque, insomma, far prendere così tanti impegni a volte mi fa mettere un po’ sulla sulla difensiva.
Tiziana

Ho iniziato questo percorso per caso, più che altro per fare una cosa insieme a Stefano e io forse, a differenza di tutti voi, ho scelto tutte cose un po’… diverse, ho scelto mi sento in ansia, spaventata, smarrita, insicura e in attesa. Sono comunque stata contenta di aver fatto questo percorso, quindi lo voglio continuare a fare, però sono ancora in attesa di un qualcosa che mi faccia essere più sicura, ma mi sto lasciando andare e quindi con piacere però ancora in attesa di un qualcosa.
Carmine

Alba

Quando ho cominciato mi sono sentita chiamata anche consigliata da Gesù perché ho sentito che ci chiamava tutti e ci voleva accanto a lui per imparare da lui. Dunque mi sono sentita Toccata, Rinforzata, Viva, Libera, Autentica e Sollevata, più di tutti Libera. Libera perché lo Spirito Santo mi fa conoscere me stessa e nello stesso tempo anche gli altri e in questa conoscenza c’è la libertà. Siamo portati dallo Spirito e non siamo in balia.
Emanuela

Nilde

Come primo bigliettino ho scelto: mi sento sotto-sopra. Perché in questo periodo sto vivendo delle emozioni contrastanti. Gioia e sofferenza insieme. È un miscuglio di emozioni che da sola non sarei riuscita a gestire. E invece questo percorso mi ha aiutata, mi ha fatto conoscere profondamente il cuore di Gesù, che è protezione divina, è sostegno, è amore. E quindi mi dà la forza per affrontare queste due situazioni, queste emozioni così forti ma così contrastanti. L’altra emozione che ho scelto è: mi sento Toccato, perché mi sento toccata quando lo Spirito Santo mi fa sentire proprio che c’è, che questa Forza mi viene data, non è la mia, non viene da me. E quindi mi sento toccata.
Marina

Ho scelto: mi sento Riconoscente.
Aggiungerei anche grata al Signore, e quindi adesso devo dire grata anche allo Spirito Santo, perché era da anni che cercavo un gruppo di preghiera. e sono contenta di mi ha portata qui, perché mi sentivo proprio sola anche se è vero che faccio un lavoro dove sto sempre in mezzo alla gente però ecco andavo a Messa sempre sola quindi non avevo amicizie che pregassero con me invece cercavo proprio persone che viaggiassero sulla mia stessa lunga d’onda; quindi sono felicissima di aver intrapreso questo percorso perché piano piano sto iniziando a conoscere meglio lo Spirito Santo che prima, come tutti, ne sapevo ben poco. Dunque mi sento più serena, perché so che comunque ci sono persone che mi hanno accolta e di conseguenza vivo anche meglio. Anche il mio approccio alla preghiera è cambiato, perché se prima mi rivolgevo soltanto da Gesù e a Dio, adesso invece no, ora inizio con lo Spirito Santo la mattina e termino con lo Spirito Santo alla sera. Inoltre cerco anche di essere, tra virgolette, una buona apostola perché sto cominciando a parlarne anche con le persone che magari sono di fede, quindi mi apro anche da questo punto di vista, cerco di farlo conoscere. Ho cominciato con la mia famiglia, infatti mia madre ora prega tutti i giorni il rosario allo Spirito Santo e questo mi fa piacere perché mamma E niente, tutto qui. Sono riconoscente in questo momento, è chiaro che il percorso sarà lungo, però ecco, ripeto, sono partita con il piede giusto.
Suor Alma

Mi sento sempre un po’ intimidita a parlare e non so se riesco a formulare il mio pensiero Comunque quando si è palesato questo Percorso ecco ho detto Vabbè sempre le stesse cose, sì sono sempre le stesse cose e in effetti quando al primo incontro siamo stati invitati ad esprimere la nostra emozione del momento dissi che mi sentivo in Attesa. Anche perché le cose che non si conoscono, quelle ignote fanno un pochino paura Ecco e come mio carattere la prima reazione è sempre quella di tirarmi indietro, non mi lascio andare, mi tengo serrata a me stessa e anche ho timore di ascoltare, perché anche l’ascolto comporta una certa responsabilità, una risposta che tante volte non riesco a capirla. Però dentro di me ho detto: ma sì, lasciati andare; ascolta e poi vedrai, sceglierai… E devo dire che dalla prima volta ne sono rimasta veramente colpita di come è avvenuta l’impostazione anche perché si trattavano dei temi molto personali e che aiutavano ad aprirsi però poi a un po’ in alto, al soprannaturale, allo spirituale, ma soprattutto oltre che alla luce della parola di Dio anche alla luce del contenuto molto profondo del libro “Potenza Divina d’Amore” nel quale Gesù parla a madre Carolina. Partire proprio dalla prima frase che Gesù le rivolge: “Ho scelto il tuo cuore” per me è stata una bella riscoperta, perché tante volte si leggono delle cose ma non si afferrano grandemente, non ti prendono, anche se il libro, la prima volta che l’ho letto mi ha veramente colpita, altrimenti non sarei qua. E però, aiutata a entrare dentro, ecco, mi è servito molto per far sì che questo mio cuore non fosse, diciamo, indurito. ma ammorbidito da questa rugiada che è lo Spirito Santo e che mi ha rinfrescato e la parola che ho scelto per esprimere l’emozione che provo ora è: mi sento Rinforzata, oltre che Riconoscente, perché questo percorso mi ha insegnato molto, attraverso l’ascolto di questi vari temi veramente interessanti e nuovi. Ecco che sembravano sempre le stesse cose, invece no non sono le stesse cose; mi ha insegnato che avere un cuore più disponibile e meno diffidente, si riesce ad apprezzare molto di più le belle cose che fa il Signore per ciascuno di noi, e le fa sempre; e questo percorso aiuta a individuarle. Uno può pensare che va tutto male, mi succede questo, mi succede quell’altro. Invece lo Spirito Santo ti dice: ma guarda che da quella cosa è scaturita questa, cioè dalla sofferenza può scaturire una grande gioia, una bella sorpresa che Dio ti fa, perché la sofferenza secondo me non è mai fine a se stessa, è una preparazione che diventa purificazione per saper accogliere quello che di bello il Signore ci dà. Io lo ringrazio; sono anche riconoscente di tutte quelle belle cose che il Signore mi ha dato e devo ringraziare anche della scoperta di questa comunità nuova. di una comunità come prolungamento, dove non c’è la suora, non c’è il prete, non c’è il superiore, ma è una unità armoniosa in cui ognuno è distinto l’uno dall’altro e ognuno ha una missione diversa l’una dall’altra, per cui diventa una comunità festante, una comunità gioiosa, una comunità allegra, una comunità che ti dà soddisfazione, ecco, in un certo senso.
Desirée

Io ho scelto: mi sento emozionato. Io non avevo aspettative, al contrario di qualcun altro, riguardo questo percorso; sono stata chiamata dopo, dal secondo incontro in poi, e devo essere sincera, non mi ero posta in una situazione dove avevo aspettative o immaginavo di fare chissà quale percorso da parte mia, anche un po’ per la famosa insicurezza che è comune a più di uno di noi e quindi mi ritengo emozionata. Non so ancora definire bene e specificare quale emozione tra le varie proposte. In questo momento so distinguere che sono emozionata perché spesso mi è capitato, uscita da qua, di sorridere senza un apparente motivo, quasi spontaneamente, come non mi succedeva, e domandarmi “perché?” cioè, perché sto sorridendo senza un apparente motivo, un’apparente motivazione tangibile. In genere si sorride quando si ha una buona notizia o si sorride quando si ha una buona giornata. Sorridere senza sapere il perché mi ha emozionato. e quindi ho scelto questa perché non sapevo definire se fossi Carica, Leggera, Piena di gioia, o anche Insicura… erano tante e credo che in generale sia stata, ecco, questa che rappresenta un po’ le varie emozioni.
Mario Bo.

Mi sento Coraggioso. Su questa parola c’è per me un messaggio molto importante. Nella mia vita ho sempre cercato di dare coraggio, ma non ci ho mai capito niente di cosa veramente significa. Ma tu hai coraggio? Questa è stata la domanda che ho ricevuto in questo percorso, ma tu sei coraggioso? Ma tu sarai capace di fare quello che voglio che tu faccia per me? Ma tu stai facendo quello che io voglio che devi fare per me? Ecco tutti questi quesiti… però, la realizzazione e la concentrazione si sono inseriti nel cuore divino di Gesù, sia nel canto, ma soprattutto proprio in quello che stiamo facendo noi oggi. Per capire esattamente che cosa significa essere Discepolo dello Spirito Santo, si deve vivere il Sacro Cuore, secondo me, completamente, che è la sede, la centrale operativa dello Spirito Santo. Ma poi non basta, non basta, perché saremmo a metà, occorre diventare apostoli! E le due cose vivono come due sorelle che si accompagnano per tutta l’eternità; Discepoli e Apostoli, Apostoli e Discepoli, Discepoli e Apostoli. Ecco la parola coraggio, perché molto spesso io cercavo di dare il coraggio agli altri, ma forse probabilmente a modo mio. Quindi è arrivata l’ora di vivere io per primo il coraggio, poi sarà lui a fare il resto.
Biagio

Allora, io sono in viaggio e diciamo che gli stati d’animo e sensazioni, sentimenti ce ne sono tanti. Sono stato pure tentato di sceglierne qualcun altro, però ho scelto, mi sento Riconoscente Mi sento riconoscente perché io quando è iniziato questo corso, a febbraio è iniziato anche un percorso un po’ particolare a casa, qualcuno di voi già lo sa, quindi ho fatto un po’ fatica a partecipare, nel senso che mi sentivo pure un po’ ritroso a ad uscire, insomma, a partecipare così. Tra l’altro ho partecipato ad altri corsi qui nell’Opera dello Spirito Santo, ad altre attività negli anni e con lo spirito sicuramente diverso. Invece quando ho iniziato questo Percorso, ecco, stavamo vivendo questa situazione di famiglia un po’ particolare, per cui. è stato per me una sfida il partecipare e quindi cercare di abbattere questo muro, questa barriera diciamo, questo sentimento che mi teneva lontano e magari mi faceva stare a casa fermo sul divano. Quindi ho partecipato un po’ ignaro e mi sono un po’,. non dico imposto, ma ho cercato di sforzarmi a partecipare perché proprio è stata una sorta di sfida e devo dire che dopo questo Percorso, mi sento di dire grazie al Signore che attraverso la sua opera ha ispirato Padre Basito a farci questa proposta. Sicuramente mi sento anche arricchito, mi ricorderò di tanti spunti, mi ricorderò del fatto che siamo nel cuore di Gesù e quindi lui è quello che viene a noi in tutte le cose, in tutti i casi. Quindi ecco, grazie e mi auguro di poter continuare.
Mario Bu.

Ho scelto: mi sento curioso, che non è una vera e propria scelta, nel senso che ero piuttosto disorientato nell’individuare il vocabolo giusto. E curioso significa che lascia aperto qualcosa verso ciò che deve proseguire. Perché curioso? Allora, questo Percorso l’avevo immaginato diverso, avevo immaginato uno svolgimento completamente diverso, nel senso di più strutturato, di più a seguire una logica precostituita. Invece che una logica costruita un po’ di volta in volta, come mi sembra che sia avvenuto, e però già dal primo giorno, quando c’è stato il giro delle testimonianze, mi sono reso conto che anche questa strada che era partita appunto già in modo diverso da quella immaginata m’ha colpito per le grandi attese che sono state manifestate in ordine a questo Percorso come devo dire sono molto colpito dalle testimonianze di oggi; parlando quasi per ultimo posso raccogliere un po’ delle cose che sono state dette e devo dire Bene, che il corso probabilmente, al di là di come lo immaginavo, un risultato importante lo ha conseguito. E qual era al di là del Percorso, il risultato da conseguire? Il risultato da conseguire era una maggiore sensibilità, presa di coscienza dell’azione dello Spirito Santo in noi e nella Chiesa, prendere coscienza anche di qualche contenuto specifico del Messaggio di Gesù contenuto negli scritti della povera anima e ne abbiamo elaborato uno fortissimo quale è appunto il rapporto tra la devozione, tra il culto allo Spirito Santo e la devozione e il culto al Sacro Cuore. Poi la sensazione, cioè lo scopo che dovrà ancora raggiungere questo percorso, mi sembra che dalla testimonianza di oggi lo stia conseguendo, è quello di sentirci compatti in una individuazione di un percorso di fede e di sentirci abbastanza sereni e fiduciosi nel testimoniarlo all’esterno, quindi testimoniarlo, e secondo me già lo stiamo facendo, questo è già avvenuto. Certo, i gradi di testimonianza saranno probabilmente tanti e saranno così come un cerchio che si espande quando cade in sasso, sempre più ampi in funzione della forza che smuove. Questa è una forza che così acquisterà vigore, secondo me, sia sentendoci, sia trasferendoci reciprocamente emozioni e stati d’animo, sia per l’azione della preghiera. Suor Alma ha evidenziato come così ci sia una sensazione forte di unità che percepisco realmente e che vivo anche nell’idea così comune che la preghiera che facciamo si estende in modo partecipato anche a chi in quel momento non può esserci. Ecco, mi sembra che ci sia stato questo fatto che è veramente importante, al di là del fatto che un giorno fisicamente siamo tutti o non siamo tutti, mi sembra che è presente comunque la comunità e l’efficacia sia quella dell’azione di tutti e questo mi sembra un risultato veramente grandioso. Quindi ho scoperto che le cose vanno bene anche quando si svolgono diversamente da come le penso, quindi forse vengono meglio quando si svolgono diversamente da come le penso. Gli aggettivi potrebbero essere tanti, da Rinforzato, dal Curioso, perché qualche volta mi sono sentito stressato e ho ritenuto eccessive le presenze, qualche volta invece emozionato perché ho trovato intime emozioni e quindi tutto questo si risolve nella curiosità di vedere come va a finire, di proiettarci nel futuro.
fra Basito

